iCub, il robot umanoide che interagisce con i bambini autistici

Il robot umanoide iCub, realizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), è il protagonista, per la prima volta al mondo, di un trattamento sperimentale nell’ambito di una ricerca sui disturbi dell’autismo all’interno di una struttura riabilitativa.

Nei prossimi mesi il team Social Cognition in Human-robot Interaction dell’IIT guidato dalla ricercatrice Agnieszka Wykowska lavorerà insieme all’equipe riabilitativa del Centro Boggiano Pico di Genova, polo specializzato nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo dell’Opera Don Orione, per testare l’efficacia dell’utilizzo del robot nel trattamento di bambini affetti da disturbo dello spettro autistico direttamente in un contesto ambulatoriale.

La sperimentazione prevede l’interazione tra iCub e un gruppo di bambini, già inseriti in uno specifico percorso terapeutico, con lo scopo di sviluppare le loro capacità di comprendere il punto di vista altrui. Partendo dal presupposto che robot può ripetere la stessa azione, nello sesso identico modo, un numero infinito di volte: il contesto diventa quindi una sorta di palestra relazionale dove il bambino può sperimentare in modo sicuro e prevedibile forme di interazione.

iCub è stato progettato specificatamente per supportare la ricerca nel campo dell’Intelligenza Artificiale. É alto 104 cm, circa quanto un bimbo di 5 anni, ed è in grado di gattonare, camminare e sedersi per manipolare oggetti. Le sue mani sono state progettate per effettuare anche complesse azioni di manipolazione. iCub viene distribuito sotto licenza Open Source (GPL/LGPL) e vanta una comunità attiva di sviluppatori in tutto il mondo. Da quando è nato il progetto sono oltre 30 i robot costruiti e a disposizione di laboratori europei, statunitensi, coreani e giapponesi.