Waymo, il robotaxy è in standby ma la ricerca su reti neurali prosegue

Con l’aggravarsi della pandemia da Covid-19 negli Usa, Waymo – società del gruppo Alphabet che utilizza la tecnologia per creare autovetture autonome – ha temporaneamente sospeso sia il servizio di robotaxi attivo in varie città americane, che tutti i test dal vivo delle sue auto condotte dall’Intelligenza Artificiale. Ma non per questo ha smesso di sperimentare e addestrare le reti neurali che sostituiscono il guidatore sulle situazioni che si incontrano lungo la strada.

Per questo Waymo – si legge in una nota dell’azienda californiana – ha istituito il Simulation Group, praticamente spostando la sede di lavoro dei suoi ingegneri a casa. In questo modo i tecnici hanno già percorso, durante il periodo di “lockdown”, oltre 32 milioni di chilometri, raccogliendo dati e continuando a sperimentare nuovi scenari e soluzioni per accrescere soprattutto la sicurezza dei viaggi con alla guida il robot. Un giorno al simulatore, sostengono a Waymo, consente di raccogliere lo stesso numero di informazioni che si otterrebbe passando 100 anni ininterrottamente in strada.

Complessivamente – ha fatto sapere la società – i chilometri percorsi finora dalle sue vetture ammontano a oltre 24 miliardi: come fare 31.394 spedizioni andata e ritorno sulla luna, un viaggio al giorno per 86 anni consecutivi.

La tecnologia di simulazione messa a punto – conclude la nota – ci consente di ricreare scenari completamente nuovi utilizzando ciò che abbiamo visto e vissuto guidando nel mondo reale, nelle oltre 25 location nelle quali abbiamo condotto le nostre automobili. Ogni chilometro di strada è diverso. Nella simulazione possiamo manipolare l’ambiente intorno al veicolo per valutare come risponderà a differenti situazioni, sia in presenza di grandi volumi di traffico come quelli nei centri urbani, che in altre condizioni, per esempio in autostrada. Il software di guida viene quindi sottoposto alla più ampia varietà possibile di opzioni, anche difficili e impreviste, aiutandolo così a imparare ad analizzarle meglio”.