Leonardo, investimento sui droni guidati dall’Intelligenza Artificiale

Leonardo lancia la sfida dei droni guidati dall’Intelligenza Artificiale, da impiegare non solo in ambito militare ma anche in quello civile. Laurent Sissmann, senior vice president Unmanned Systems di Leonardo, lo ha spiegato in un’intervista all’Adnkronos all’indomani della prima gara del Drone Contest, che si è svolta nello stabilimento di Leonardo a Torino il 18 settembre.

‘Stiamo investendo molto sulle tecnologie per il volo autonomo di droni e velivoli senza pilota, – spiega Sissmann- e lo abbiamo fatto coinvolgendo sei Università italiane. Leonardo ha deciso di rivolgersi al mondo accademico dandogli la possibilità di eseguire ricerca scientifica a supporto del futuro della nostra industria. Abbiamo offerto sei borse di studio a dottorandi di alcune delle migliori università italiane, e squadre di giovani universitari di varie discipline e i loro professori si sono appena sfidati, dopo il primo anno di lavoro, in un progetto che durerà tre anni”.

La sfida che abbiamo proposto ai team di lavoro era molto difficile: far volare un drone senza l’intervento umano ma con l’intelligenza artificiale per compiere una missione assegnata.” – aggiunge Sissmann -. “Quindi alzarsi in volo, compiere la missione e tornare alla base, il tutto senza usare gps o sistemi satellitari. Il drone deve quindi essere in grado di vedere gli ostacoli, di evitarli e saper gestire l’esecuzione della missione assegnata in totale autonomia. Significa che deve utilizzare l’intelligenza artificiale, sulla base degli algoritmi  programmati dai dottorandi, per interpretare l’ambiente che incontra, sia di giorno sia di notte, e che deve riuscire ad atterrare con precisione e in autonomia”.

Si è formata una bella dinamica tra le 6 squadre, che hanno condiviso metodologie, difficoltà e idee sulle soluzioni e gli algoritmi da impiegare per superare la sfida. In tutto sono circa 50 persone che hanno già lavorato senza risparmiarsi per il primo anno del contest.” – ha concluso Sissmann – “Hanno partecipato giovani con diversi indirizzi universitari, in un’ottica multi disciplinare, con competenze nel settore aerospaziale ma anche delle tlc, dell’informatica e del cyber.  In futuro alcuni di loro potranno diventare nostri dipendenti, oppure daranno vita a delle start-up collegate a Leonardo, oppure insegneranno all’università. Così facendo, avremo creato e rafforzato un ambiente innovativo, aperto, stimolante e in stretto contatto con Leonardo. Ragionare in termini di ecosistema ci consente di assicurare un futuro in cui saremo tutti più forti di prima e per il quale avremo creato un indotto di alto livello tecnologico per l’intera filiera aerospaziale italiana”.