Diagnostica innovativa: microbot trasporta farmaci nel colon di un topolino

Un team di scienziati dell‘Università di Purdue (West Lafayette, Indiana) ha sviluppato un microbot capace di muoversi all’interno del corpo di un topolino, come un piccolo strumento diagnostico, con la possibilità di trasportare farmaci.

Il microbot ha dimensioni davvero minuscole, quasi invisibili. I ricercatori hanno affermato che strumenti di questo genere possono aprire le porte a nuovi metodi di diagnosi dal momento che, grazie alla possibilità di muoversi all’interno degli organi, possono rilasciare i farmaci direttamente nella sede danneggiata diminuendo, in questo modo, la quantità di medicinali che bisogna somministrare e limitare ancora di più i possibili effetti collaterali.

In questo video, il team dell’ateneo spiega con l’ausilio di immagini il funzionamento del microbot

Per testare il piccolo microbot gli scienziati hanno scelto il colon di un topo. La scelta  è stata dettata da alcuni fattori: principalmente perché si tratta di una facile via di ingresso; inoltre il colon presenta alcune asperità che sono servite per testare l’avanzata dello strumento.

All’interno dell’intestino, infatti, vi sono residui di cibo e di liquidi che potrebbero rappresentare degli ostacoli e questo ammasso di cibo è spinto in direzione opposta rispetto all’avanzata del robot. Una avanzata difficile, insomma, che però non ha fermato il robot che, attraverso un movimento rotatorio a “flip-flop”, si è fatto strada attraverso le asperità del terreno.

Ecco quindi che questo movimento permette allo strumento di muoversi su qualsiasi superficie del corpo, anche quelle più difficili da attraversare e con qualsiasi inclinazione. Altra caratteristica è quella di non possedere alcuna batteria. Il movimento è garantito da magneti che lo spingono in avanti o indietro, a discrezione dell’operatore, per mezzo di un campo magnetico.

Attraverso un’ecografia, quindi in tempo reale, gli scienziati sono riusciti a osservare l’intero viaggio del microbot all’interno dell’intestino del topo, riuscendo a muoverlo nella direzione che più desideravano. In un altro esperimento il microbot è stato caricato con una sostanza colorata e inserito all’interno di una provetta con della soluzione salina: nel giro di un’ora il minuscolo strumento ha rilasciato con successo, all’interno della soluzione salina, la sostanza colorata dimostrando, quindi, che può trasportare e rilasciare farmaci.

Lo studio dell’Università di Purdue è stato pubblicato sulla rivista Micromachines.