Roberto Cingolani, direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), è recentemente entrato nel dibattito politico (e del “costume”) grazie alla nomina conferitagli dal governo Renzi: la guida del progetto Italia 2040 Human Technopole, vale a dire l’innovativo polo di ricerca destinato a svilupparsi a Milano nell’ex area Expo.
Non sorprende dunque che il “papà” del robot iCub abbia rappresentato una delle eccellenze italiane all’International Conference on Robotics and Automation (ICRA) di Stoccolma che si conclude oggi.
Il suo intervento si è dipanato intorno a una visione molto futuribile ma intrigante e plausibile della robotica. Cingolani ha anche fornito il titolo ai media presenti con un’immagine iperbolica: “in conclusione seppelliremo i robot“. Nel senso di creare spazi simili ai cimiteri per gli androidi a fine ciclo! Una voluta esagerazione, che però raffigura alla perfezione il percorso prospettico immaginato.
Robot soffici per “stare in famiglia”
Una strada che secondo il pensiero del manager dell’IIT passa per una configurazione dei robot a imitazione della natura, per renderli sempre più uguali all’uomo nel pieno rispetto dell’ambiente. Il percorso punta dunque sull’incontro fra la robotica tradizionale e le nanotecnologie (e i biomateriali): sviluppare umanoidi “soffici” e dalla pelle sensibile. Capaci di inserirsi con sempre maggiore disinvoltura nel nucleo familiare.
Ha così concluso Cingolani: “Questo è il momento di individuare materiali e soluzioni per trasformare gli androidi in realtà sempre più assimilabili alla natura, e ai suoi percorsi evolutivi. Una visione a lungo termine che prevede la massima integrazione degli umanoidi nel tessuto sociale“.
Il manager stimato da Matteo Renzi ha inoltre annunciato che sono in fase di sviluppo tecnologie per l’apparato visivo dei robot, con specifico studio della retina umana. Per i cimiteri 2.0, aggiungiamo noi, c’è ancora tempo…