Parrot, il nuovo drone sfida il vento…e la Cina!

Nelle prossime ore Parrot presenterà il suo nuovo, attesissimo, drone. Da un punto di vista tecnico, il prodotto è avvolto da un assoluto riserbo, se non per una caratteristica già comunicata: il drone è pronto a sfidare le condizioni climatiche più impegnative, vento incluso (da sempre un tasto delicato per le performance degli UAV).

Nell’attesa, gli addetti ai lavori, complice un articolo pubblicato sul portale specializzato dronedj.com, hanno evidenziato come la società francese nella comunicazione stia lanciando un guanto di sfida ai droni cinesi. “Don’ trust chinese drones”, recita per esempio lo spot pubblicitario!

Una serie di tweet e grafiche ben precise, inoltre, chiedono al pubblico se ci si può fidare dei droni prodotti in Cina. In molti hanno accomunato tale aggressività con la pressione della attuale amministrazione americana che sulle orme di Trump cavalca l’onda nell’ostacolare l’uso della tecnologia asiatica e in particolare dei droni cinesi.

Parrot, infine, sta mettendo l’accento sul fatto che i dati locali registrati dal drone, saranno al sicuro: e pure in questo caso, è stata evidenziata un’altra “bordata” verso la Cina. Importante è dare garanzie su quali server siano memorizzati i dati di volo dei vari droni, motivo per cui lo stesso esercito americano, vietò all’epoca l’uso di droni prodotti in Asia.