La protesi bionica fai da te

Tre anni fa, in seguito a un incidente in miniera, un ingegnere russo ha perso la mano destra. Non la forza d’animo, dal momento che il ventottenne Maxim Lyashko dopo soli pochi mesi ha deciso di sviluppare una mano bionica come protesi.

Oggi l’arto è una realtà all’interno di un progetto denominato “MaxBionic” e finanziato dalla fine di maggio sulla piattaforma russa di crowdfunding Boomstarter.

L’obiettivo è raggiungere la quota di 1,5 milioni di rubli (all’incirca 20mila euro) per lo sviluppo open source della protesi. Che a raccolta finita potrà essere prodotta da casa tramite stampante 3D. Questo perchè Maxim, risolto il suo grave problema personale, intende valutare la possibilità di un business se il crowdfunding funzionerà.

In questo video la presentazione della protesi robotica

https://www.youtube.com/watch?v=n8RmuF_cwKM

La protesi è dotata di un proprio pannello di controllo. Il plus del progetto open source consiste nel fatto che una persona possa in autonomia riprodurre la protesi con un minimo di attrezzature.

Per ridurre i costi delle tecnologie, l’ingegnere ha deciso di sviluppare dei sensori elettromiografici diversi da quelli in commercio, molto costosi. L’obiettivo è presentare al mercato un prodotto che costerà molto meno rispetto ad un arto già collaudato straniero, ma senza perdite in termini di qualità e prestazioni.

Il funzionamento dei sensori è fondamentale; grazie a loro dovrà essere molto agile regolare la protesi, soprattutto per individuare l’area sulla mano dove posizionarla. In essa è installato il motore, che attiva il movimento. Più la protesi opera fluidamente, più sarà facile avere un motore che gira veloce riducendo il volume di forza necessario per

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