La nuova sfida di Elon Musk: creare una simbiosi tra l’Intelligenza Artificiale e il cervello

Entrare nel cervello umano attraverso la tecnologia. É la nuova sfida di Elon Musk, che lo scorso 29 agosto ha presentato i risultati raggiunti con la sua Neuralink, società specializzata in Intelligenza Artificiale.

Il progetto a cui  il CEO di Tesla sta lavorando con il suo staff di specialisti ha lo scopo di collegare direttamente il cervello a una macchina, un dispositivo, con sviluppi potenziali enormi a partire dal campo sanitario. Una sorta di ‘chip’ in grado di creare una “simbiosi con l’Intelligenza Artificiale“, come da introduzione del manager “visionario”.

Un’importante obiettivo dell’operazione, tra l’altro, è quelli di restituire la parola e la mobilità a persone paralizzate. Ma il progetto dovrebbe investire anche problematiche come l’insonnia, la lotta contro l’Alzheimer, e handicap come la cecità. Neuralink  lo sta testando su Gertrude, una maialina che da due mesi ha i sensori nel cervello. In attesa di poterlo approvare per gli umani. “É come avere nella testa un Fitbit che registra i dati dell’attività fisica e i parametri della saluta di una persona“, ha spiegato con entusiasmo Elon Musk, durante la conferenza online del 29 agosto.

Musk aveva presentato circa un anno fa un chip con fili ultra sottili, che possono essere impiantati nel cervello da un robot: una sorta di macchina da cucire ultra precisa. Il nuovo modello, wireless grazie alla tecnologia bluetooth, si ricarica di notte e misura 23 mm di diametro (come una piccola moneta) per 8 mm di spessore. In teoria, il chip tondo verrà impiantato nel cervello, senza dover passare una notte in ospedale, e senza lasciare alcuna traccia, tranne una piccola cicatrice sotto i capelli: il compito sarà affidato a un robot chirurgico in grado di gestire il tutto in un’ora senza bisogno di applicare l’anestesia generale!

In primo luogo, il chip sarà utilizzato per trattare le malattie neurologiche. Ma l’obiettivo a lungo termine è rendere gli impianti così sicuri, affidabili e semplici da qualificarsi per chirurgia elettiva. Le persone potrebbero quindi spendere qualche migliaio di dollari per dotare il proprio cervello di potenza di calcolo.

Per il momento – come visto in un video girato nei laboratori di NeuralinkGertrude cammina su un tapis roulant, con il muso in una mangiatoia appeso davanti a lei, mentre il chip ritrasmette i suoi segnali neurologici. Da queste informazioni, il computer è in grado di prevedere in qualsiasi momento dove si trova ciascuno dei suoi membri. La sperimentazione offre una speranza per ripristinare la mobilità delle persone paraplegiche. In caso di danni al midollo spinale, si potrebbe impiantare un altro chip nel sito della lesione e bypassare i “circuiti di trasmissione” danneggiati, come ipotizzato da Musk: “A lungo termine, sono sicuro che saremo in grado di riprendere il pieno utilizzo del nostro corpo“.

Molti osservatori hanno evidenziato che Neuralink oggi ha solo un centinaio di dipendenti, ma che il suo obiettivo è di crescere in modo esponenziale per affrontare tante sfide. Il chip del computer, per esempio, deve essere protetto da disturbi esterni (interferenze sulle onde, potenza dei segnali) ma anche interni. Le sue comunicazioni con lo smartphone e qualsiasi altra macchina devono essere inviolabili.

Il team sogna, tra le altre cose, di porre fine a dolori estremi, di curare depressioni e dipendenze o di svelare i misteri della coscienza. “Sarete in grado di salvare i vostri ricordi e anche potenzialmente scaricarli su un altro corpo o su un robot…“, ha chiosato Musk.