Idrogeno: la nuova frontiera dei droni

La società britannica Intelligent Energy ha sviluppato un nuovo sistema di alimentazione per droni basato sull’impiego delle fuel cell a idrogeno. La nuova soluzione garantisce un’autonomia di volo di oltre due ore, riducendo il tempo di rifornimento a qualche minuto

Il principale problema dei droni è costituito dalla limitata autonomia di volo. Intorno a tale problema si sta concentrando l’attività di ricerca e sviluppo di diverse aziende, con risultati decisamente incoraggianti. Dopo la piattaforma di ricarica messa punto dalla società di Singapore H3 Dynamics, della quale vi abbiamo dato notizia qualche giorno fa, è ora il turno di Intelligent Energy, realtà con sede a Loughborough, nel Regno Unito, che ha presentato un nuovo sistema di alimentazione per droni basato sull’impiego di celle a combustibile a idrogeno, come si vede nel video qui sotto.

https://www.youtube.com/watch?v=S0GIJHlYtPU

Voli più lunghi

Il nuovo prototipo di fuel cell è in grado di incrementare notevolmente la capacità di volo dei droni, garantendo un’autonomia di oltre 2 ore, rispetto ai 20 minuti assicurati dalle batterie convenzionali oggi utilizzate: una durata sei volte maggiore. Ma non solo. Altro vantaggio garantito dalla soluzione è la considerevole riduzione del tempo di ricarica, limitato a qualche minuto, a fronte di una ricarica normale, che richiede circa due ore.

La società che negli ultimi dieci anni ha collaborato con Boeing Phantom Works per sviluppare un sistema di alimentazione a celle combustibile per velivoli commerciali con equipaggio e con Airbus per la realizzazione di unità ausiliarie di potenza sempre per velivoli commerciali, sta dunque lavorando per trasferire la sua tecnologia anche al mondo dei droni di piccola taglia.

Alimentazione ibrida

I test, condotti a partire dallo scorso anno, hanno riguardato droni che sono stati dotati di sistema di alimentazione con configurazione ibrida, dove cioè la nuova tecnologia viene abbinata a una batteria convenzionale. Un altro punto forte della nuova tecnologia, infatti, è di inserirsi perfettamente nella struttura dei droni esistenti, senza alcuna necessità di dover rimuovere la batteria per fare posto alla cella a combustibile, anzi lavorando al fianco di essa.

In pratica, la configurazione sperimentata prevede l’installazione della fuel cell sulla parte superiore del velivolo, e di un serbatoio per l’idrogeno compreso nella parte inferiore. La presenza del dispositivo comporta un incremento di peso per il velivolo di circa 1,6 kg, aggravio però ampiamente ripagato dall’incremento di rendimento.

Miglior rendimento che non riguarda solo la durata del volo, ma anche altri aspetti decisivi per favorire l’impiego di questi velivoli in applicazioni commerciali quali la sorveglianza di piattaforme off shore, l’utilizzo in agricoltura, attività di ricerca e soccorso. Il test condotti hanno riguardato infatti anche la possibilità di registrare immagini stabili e senza interruzioni con la telecamera, anche in questo caso con risultati notevoli.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here