Google rilancia per i droni nel “delivering”

Google, dopo le iniziali difficoltà, torna a pieno diritto nella competizione con altri colossi per il "delivering" tramite UAV. Ma come tutti deve attenersi scrupolosamente alle nuove direttive che la FAA vuole emanare, proprio con la collaborazione degli attori coinvolti nella competizione

Negli scorsi mesi Google aveva depositato presso la FAA due inediti prototipi di droni, progetto affidato alla divisione di sviluppo tecnologico GoogleX. Per molti esperti di settore quello che Google avrebbe potuto ottenere era un riconoscimento, e susseguente sviluppo commerciale, per quanto concerneva una maggiore connettività  in zone complesse da raggiungere con i droni, e non un ruolo fondamentale nel “delivering”: troppo forte era considerata la concorrenza di Amazon, Facebook, e Alibaba, tra gli altri.

Un po’ a sorpresa, è invece di queste ore la notizia che la società di Mountain View ha segnato un fondamentale punto nella competizione con gli altri competitor per gli UAV dediti al “delivering postale”. “Il nostro obiettivo è avviare il business commerciale entro il 2017” ha affermato David Vos, responsabile del Project Wing (con cui Big G ha avviato la ricerca sui droni). Distribuire pacchi all’utente finale, in pratica, a partire dalla data indicata da Vos.

In questo video, registrato nel corso dell’ultima Maker Faire Bay Area tenutasi a San Mateo in California, vengono introdotte le peculiarità del Project Wing

Competizione spietata, ma legislatura ancora da definire

Ancora non è dato conoscere ulteriori informazioni sulla tipologia di UAV che verranno utilizzati da Google. E c’è ancora un fondamentale aspetto legislativo da rispettare: nelle scorse settimane, infatti, la stessa FAA ha reso noti i nomi delle società che lavoreranno con l’organizzazione federale per individuare i requisiti ad hoc per l’utilizzo di droni nel rispetto di leggi, normative e restrizioni (il tema è molto sentito negli Stati Uniti, specie in termini di privacy). Ricordiamo che secondo l’odierno status i droni commerciali possono operare rimanendo nel campo di visibilità dei loro operatori, negando così un concreto ritorno dalla consegna delle merci. Tra le realtà promosse, oltre a Google, spiccano Alibaba, Amazon, GoPro, e 3DRobotics. Un prestigioso “parco” di protagonisti, che testimonia la progressiva crescita del business legato agli UAV.

Ad ogni buon conto, a prescindere dal punto segnato in queste ore da Google, gli esperti vedono il 2016 come il momento fondamentale della grande sfida con Amazon e Alibaba: entrambe infatti stanno lavorando da tempo su sperimentazioni con diverse tipologie di androidi. Amazon con un drone a otto eliche capace di consegnare pacchi di circa 3 kg di peso; Alibaba su un prototipo già in fase avanzata con consegne test in città della Cina.

Ci sarà spazio per tutti? O saremo qui a raccontarvi di vinti e vincitori…?

 

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