Vodafone sperimenta il primo sistema IoT di monitoraggio e sicurezza per droni

Il Radio positioning system consente di controllare a distanza i velivoli, di conoscere in ogni istante la loro posizione e di intervenire in caso di necessità. Una soluzione indispensabile per garantire la sicurezza dei voli e di chi sta a terra

Vodafone ha annunciato l’avvio della sperimentazione del primo sistema al mondo per il controllo e la sicurezza del traffico dei droni. I test si terranno per tutto il corso dell’anno in Spagna e Germania, con l’obiettivo di rendere il sistema di controllo e sicurezza messo a punto disponibile per uso commerciale a partire dal 2019.

L’approccio pionieristico dell’azienda utilizza la tecnologia innovativa Internet of Things (IoT) 4G per proteggere gli aeromobili dal rischio di collisioni e prevenire incursioni involontarie o criminali di droni in luoghi sensibili come aeroporti, prigioni e ospedali. La campagna di test supporta gli obiettivi dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), con la quale Vodafone ha collaborato, e che sta lavorando allo sviluppo di nuove regole paneuropee per regolamentare l’utilizzo dei droni. Inoltre, la tecnologia sviluppata da Vodafone dà all’Unione europea più opportunità per affermarsi come centro d’innovazione globale nella tecnologia dei droni, in linea con la visione U-space della Commissione europea per l’utilizzo in sicurezza dei droni.

Il Radio positioning system (Rps)

Il Radio positioning system (Rps) per droni di Vodafone, il primo al mondo, si serve di un modem 4G e una Sim integrati nei dispositivi. Sfruttando questa combinazione di soluzioni, il sistema consente il monitoraggio in tempo reale del drone, con un margine d’errore che non supera i 50 metri, da parte dell’operatore e degli organismi autorizzati, come quelli preposti al controllo del traffico aereo. Garantisce anche all’operatore un controllo over-the-horizon e oltre la linea visiva, riducendo enormemente il rischio di incursioni accidentali del velivolo quando l’operatore lo perde di vista. Il sistema prevede anche il geofencing protettivo, con droni pre-programmati per atterrare automaticamente o tornare dall’operatore nel caso in cui si avvicinassero a zone di esclusione prestabilite, ad esempio aeroporti e carceri. Altra peculiarità è di consentire l’intervento di emergenza remoto, per dare modo alle autorità di escludere il controllo dell’operatore nel caso in cui sia necessario modificare la traiettoria di un drone o farlo atterrare. Infine, l’identificazione elettronica basata su Sim e la registrazione del proprietario.

Un sistema a prova di hacker

Altro grande vantaggio assicurato dal sistema consiste nella sua sicurezza: i dati di localizzazione Rps sono infatti molto più difficili da hackerare o falsificare rispetto a quelli Gps, così come la connessione dati utilizzata per controllare il drone offre all’operatore una maggiore resilienza e più feedback in tempo reale over-the-horizon, rispetto agli attuali protocolli di controllo radio.

Alle peculiarità del sistema si aggiunge infine la sua combinazione con l’Intelligenza artificiale, la chiave che consente il monitoraggio e il controllo a distanza di un numero elevato di droni.

Vodafone 1
Il drone X-UAV utilizzato nei test preliminari dell’Rps svoltisi lo scorso anno

La campagna di sperimentazione servirà dunque a verificare ulteriormente l’efficienza e l’efficacia del sistema, dopo gli ottimi risultati ottenuti durante un test preliminare effettuato alla fine dello scorso anno, tra l’altro il primo al mondo del suo genere. In quel caso, Vodafone ha utilizzato la sua rete 4G per controllare un drone X-UAV da 2 chilogrammi con un’apertura alare di 1,3 metri, lungo una rotta di 32 chilometri intorno alla città spagnola di Isla Mayor, vicino a Siviglia.  Per tutta la durata del test il drone ha trasmesso un feed video Hd in tempo reale e dati di volo che includevano velocità, posizione Rps e coordinate Gps.

Una tecnologia per diverse applicazioni

Da ricordare che la compagnia ha reso di pubblico sia la ricerca sull’Rps sia la sua proprietà intellettuale, rinunciando ai diritti di licenza per il suo riutilizzo, per accelerare in tutto il mondo il processo di sviluppo della sicurezza dei droni e di innovazione della geolocalizzazione. Obiettivo dell’azienda è di utilizzare la tecnologia sulla quale si basa l’Rps per potenziare la funzionalità di altri dispositivi IoT, dalle etichette per i bagagli alle biciclette. In alcuni di questi il sistema Vodafone potrebbe inoltre supportare o sostituire il Gps, migliorando la localizzazione, soprattutto in ambienti chiusi, e garantendo una maggiore sicurezza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here