Toyota crea il robot che raccoglie gli oggetti

HSR, ispirato nel design a R2-D2 di "Star Wars", sarà di grande aiuto anche per le persone disabili o con limitate capacità motorie.

HSR, abbreviazione di “Human Support Robot”, è il nome del nuovo robot sviluppato dalla Toyota con un preciso obiettivo: raccogliere le cose, muovendosi con le medesime agili caratteristiche di R2-D2, il leggendario droide di Star Wars.

Si tratta di un robot estensibile in altezza, che può raggiungere 1 metro e 75 centimetri ed è in grado di afferrare e trasportare oggetti: da un foglio caduto sul pavimento, fino a pesi di un chilo e 200 grammi. E’ costruito con un unico braccio meccanico in grado di afferrare oggetti di varie forme e dimensioni, e anche di raccogliere minuscoli oggetti con una piccola “bocca” di aspirazione.

R2-D2Il robot, in fase di sviluppo dal 2012, può essere controllato da remoto grazie a un telecomando, collegandolo ad un tablet. Addirittura, si può predisporre il macchinario affinché esegua le istruzioni di una persona che lo raggiunge telefonicamente. L’azienda ha già iniziato a ricevere gli ordini di acquisto che prevede di poter evadere fra circa due anni.

Un grande aiuto per le persone disabili e per gli anziani

HSR rappresenta una svolta anche per le persone non totalmente autosufficienti, che a breve potranno trovare una maggiore autonomia. Così come spiegato da Kouichi Ikeda, suo ingegnere, in veste di relatore per una mostra di tecnologia sanitaria a Yokohama: “HSR può essere di enorme aiuto per le persone con disabilità, e quindi per gli anziani in generale. Raccogliere è un gesto particolarmente difficile per le persone con disturbi della colonna vertebrale e altri disturbi che ostacolano la capacità di chinarsi per afferrare oggetti. Un robot come HSR è anche ideale per sostituire i cani di servizio, che passano attraverso una formazione specifica per aiutare le persone con diverse disabilità, inclusi coloro che utilizzano sedie a rotelle, hanno problemi di bilanciamento o possono essere soggetti a crisi epilettiche”.

 

 

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