Telepresenza: con l’avatar si può lavorare e continuare una terapia

Una dipendente ministeriale italiana supera l'handicap della paraplegia affidandosi a un robot-avatar per proseguire da remoto la sua normale attività senza doversi spostare dal luogo dove svolge la riabilitazione

Paraplegica da una decina di anni in seguito a un incidente, Ester Conti svolge alla grande la sua attività presso il ministero degli Affari esteri italiani con una moderna soluzione di telepresenza.

In tal modo Ester può continuare la riabilitazione presso la struttura San Raffaele di Sulmona, in provincia de L’Aquila, e contemporaneamente partecipare virtualmente ma in modo efficace alle riunioni o ad altri momenti collettivi negli uffici del ministero.

Il robot-alter ego è alla base del progetto ‘Telepresence Robot’, in fase di sviluppo da oltre un anno grazie all’attività del  San Raffaele di Sulmona e di due realtà tecnologiche giapponesi con base a Tokio (lo Shibaura Institute of Technology  e il Rehabilitation Center for Person with Disabilities).

L’obiettivo del progetto, ormai in fase avanzata e come visto già utilizzabile, è quello di migliorare la qualità della vita delle persone affette da malattie degenerative molto gravi o vittime di incidenti (come i paraplegici e i tetraplegici). Durante la fase di sperimentazione l’interazione fra Telepresence i pazienti è seguita da un team composto da ingegneri, medici, ma anche da terapisti occupazionali e assistenti sociali, cui spetta il compito di valutaere i successi o gli eventuali problemi della soluzione nella sua operatività (anche in relazione agli ambienti che mutano, dalle case ai luoghi di lavoro).

telepresenzaL’alter ego che si muove e dialoga con disinvoltura negli uffici

L’avatar Telepresence si presenta con una staffa dotata di ruote, equipaggiata con iPad. Quando è operativa sullo schermo compare il volto di chi lo sta utilizzando. Che attraverso la connessione wireless potrà spostare il robot attraverso le stanze, regolandone l’altezza del display. E’ operazione che l’utente può fare in autonomia o decidere, naturalmente, di essere supportato. In contemporanea la telecamera trasmette a beneficio dell’utente le immagini dei vari profili presenti agli incontri. Uno speciale sistema audio consente di conversare con chiunque Telepresence incontri nei corridoi.

Il progetto si avvia verso il completamento dello studio sperimentale. I ricercatori sono impegnati in particolare modo nel miglioramento della qualità del segnale WiFi, a partire dall’esperienza ministeriale di Ester, e nel reclutamento di altri volontari disposti a utilizzare un alter ego per scopi professionali.

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