Robotica al servizio della medicina riabilitativa con REX

Un giovane giocatore di rugby paralizzato utilizza un ingegnoso esoscheletro robotico per potersi muovere. REX interpreta i suoi segnali cerebrali e li converte in movimenti.

Rob Camm, giovane giocatore inglese di rugby rimasto paralizzato dalla testa in giù per un incidente d’auto, è il primo tetraplegico al mondo che per respirare utilizza un esoscheletro robotico elettronico collegato al suo corpo prodotto dalla società neozelandese Rex Bionics. Rob aveva trascorso i primi tre mesi dopo l’incidente in ospedale, immobilizzato a letto e con serie difficoltà nella respirazione.

La svolta si è avuta quando i medici che lo hanno in cura hanno deciso di proseguire la riabilitazione in una unità specializzata, nota per le tecnologie avanzate di recupero, a Salisbury nel Wiltshire. Giorno dopo giorno la qualità della respirazione è migliorata, e Rob ha cominciato a utilizzare una sedia a rotelle, dapprima per una quindicina di minuti al giorno, andando gradualmente ad aumentare nel tempo.

L’esoscheletro REX controllato dal cervello

Nel centro di riabilitazione, il ragazzo è stato seguito da tecnici esperti di Rex Bionics, la società che ha creato l’esoscheletro robotico denominato REX. A differenza di altri esoscheletri, REX viene controllato tramite “sensori”. Ciò significa che non è necessario nessun movimento o funzionamento di nervi per azionare l’esoscheletro se non l’interpretazione di segnali cerebrali.

Attraverso 79 elettrodi applicati al cranio, Rob permette dunque a REX di leggere i suoi segnali cerebrali e di convertirli in movimenti! Oggi il raggio di questi è ancora un po’ limitato, ma i tecnici di Rex Bionics confidano che con il passare del tempo il ragazzo potrà alzarsi e camminare con maggiore disinvoltura; ma anche effettuare movimenti più articolati, come affrontare rampe di salita.

 

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