Il robot da Vinci asporta tumore invisibile nel rene

Grazie alla piattaforma da Vinci a un uomo sessantenne è stato asportato un tumore al rene, semi invisibile all'interno dell'organismo

Arriva da Chieti la notizia di un altro intervento eseguito con successo grazie alla piattaforma robotica da Vinci, sviluppata agli albori del 2000 nella Silicon Valley dalla Intuitive Surgical e andata successivamente incontro a straordinari aggiornamenti. Update che oggi la rendono la più efficace in assoluto nelle procedure mini-invasive di rimozione della prostata e sostituzione della valvola cardiaca, nonchè per diversi tipi di interventi di chirurgia addominale o toracica.

Grazie alla tecnica, nei giorni scorsi l’equipe specializzata dell’ospedale di Chieti ha felicemente asportato un tumore al rene, semi invisibile all’interno del corpo di un uomo sessantenne. La fase di screening effettuata con il robot da Vinci aveva evidenziato la presenza di un tumore al rene sinistro (poco più piccolo di cinque centimetri, formatosi all’interno dell’organo).

Con questa tecnica mini-invasiva abbiamo evitato una operazione tradizionale che avrebbe richiesto poi lunghi tempi di convalescenza. – ha afffermato Luigi Schips, direttore del reparto Urolologia dell’ospedale – L’approccio conservativo ha permesso di salvare il tessuto sano tutt’intorno. Per individuare la massa tumorale, non visibile all’occhio, abbiamo utilizzato l’ecografia con sonda robotica. La fluorescenza con verde indocianina, tecnica a sua volta innovativa, ci ha supportato per isolare l’arteria renale che irradiava il tumore lasciando integra la vascolarizzazione della porzione sana del rene“.

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Una batteria da “guerra” con quattro braccia robotiche e visione tridimensionale

Nel corso dell’intervento si è verificata una perdita di sangue decisamente minima. L’uomo è stato dimesso dopo tre giorni, in buone condizioni di salute. “Pochi altri settori della chirurgia – ha aggiunto Schips – hanno potuto beneficiare dell’elevata evoluzione tecnologica cui è andata incontro l’urologia; che oggi offre trattamenti sempre più efficaci e non invasivi”.

La piattaforma da Vinci si compone di quattro braccia robotiche controllate con due pedali. Tre di esse sono deputate al mantenimento e alla gestione degli strumenti necessari in ambito chirurgico (bisturi, forbici, ecc.). Il quarto braccio supporta una telecamera con due lenti che consente all’equipe chirurgica una completa visione in stereoscopia dalla plancia di controllo. A quel punto agli occhi dei chirurghi si presenta un’immagine tridimensionale della zona interessata all’intervento.


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