Robot “spazzacamino” contro le scorie nucleari

La pugliese Penta System artefice del primo robot-"spazzacamino": con la sua attività l'area di Garigliano, oggi contaminata da una centrale nucleare in fase di smantellamento, tornerà a essere un sito a "prato verde"

Raggiunge i tre metri di altezza con un diametro di 1,70 ed è comandato da remoto da una struttura di controllo: è il robot “spazzacamino” realizzato dall’italiana Penta System (Bari). E’ studiato per bonificare la centrale nucleare di Sessa Aurunca a Garigliano, in provincia di Caserta, foriera di nocive scorie radioattive. Fungerà da barriera-filtro per evitare che le scorie inquinino l’ambiente, e prenderà il posto nel giro di pochi mesi di un tradizionale camino, alto circa 90 metri. Il tempo di sottoporre l’esistente ai necessari lavori di bonifica e demolizione.

centrale-nucleare-garigliano-1024x768L’androide è equipaggiato con un braccio meccanico che ruota fino a 360 gradi, e con una serie di telecamere. Oltre a vari strumenti per operare, compreso una innovativa soluzione di aspirrazione. Si muove in verticale, dall’alto verso il basso, con il sostegno di una agile struttura di acciaio posizionata nella parte alta del camino.

Può sostituire in modo autonomo la fresa, oggetto fondamentale, avendone per altro un buon numero come scorta. Il meccanismo dei getti d’aria ha invece il compito di mantenere la pulizia delle telecamere.

Un processo che porterà al ritorno del “verde” nell’area contaminata

Il materiale prodotto dovrà essere lavorato e stoccato in un deposito temporaneo della struttura nuclerare, aspettando uno smaltimento conclusivo in un sito che a giorni verrà indicato. Durante le operazioni saranno prelevati specifici campioni di residui che verranno destinati a analisi per stabilire e ottimizzare le operazioni per ridurre al minimo la quantità di scorie radioattive da gestire.

Il cantiere è stato impermeabilizzato, e in un’area esterna è stato realizzato un mini-clone del camino-robot per permettere la formazione degli addetti ai lavori e i test sui sistemi e le macchine utilizzate per la bonifica.

Grazie a interventi mirati, la struttura è stata messa in totale stato di sicurezza. Quando l’intero processo sarà terminato, compreso il sito nazionale per lo smaltimento definitivo, l’area verrà rilasciata in modalità “prato verde”. Vale a dire come si presenteva prima che venisse scelta per la costruzione della pericolosa centrale.

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