Robot in camice per interventi complessi

Un bambino di 9 anni è stato sottoposto ad una delicata e complessa operazione grazie al supporto di una innovativa struttura robotica

Lo scorso 21 settembre, uno staff di chirurghi presso l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze si è avvalso di una struttura robotica per operare un bimbo di 9 anni con una malformazione congenita. Più precisamente l’intervento si è svolto presso il “Centro interaziendale per lo sviluppo e l’innovazione in urologia pediatrica”. Il polo pediatrico è situato a ridosso delle colline di Careggi. La tecnica robotica è stata sviluppata grazie a un accordo tra l’Università di Firenze, il Meyer e l’amministrazione di zona per condividere le conoscenze e le risorse tecnologiche. Il team è stato guidato da Lorenzo Masieri, giovane ricercatore universitario con grande esperienza di urologia generale, chirurgia robotica ed endoscopica.

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Il bambino – ha affermato Masieri – soffriva di una malformazione congenita molto frequente in età pediatrica, che gli impediva il corretto deflusso dell’urina, con grandi rischi per la funzionalità stessa dei reni. L’unico trattamento possibile era quello chirurgico, per eliminare l’ostruzione e ripristinare il corretto deflusso. Abbiamo scelto l’utilizzo del robot per la sua mini-invasività. Basti pensare ai punti di sutura molto piccoli che facilitano la guarigione”.

Rispetto alla mano umana quella del robot non tentenna, non ha pause per la stanchezza, e svolge movimenti in modo quasi simile a quelli del polso umano.

Approccio non invasivo che permette ingrandimenti in 3D

Il dottor Lorenzo Masieri è uno dei medici più preparati in Italia nel campo della chirurgia robotica ed endoscopica. E il centro ospedaliero Meyer sta diventato negli ultimi mesi un punto di riferimento in Italia nella chirurgia robotica.

L’approccio robotico offre molti vantaggi in ambito pediatrico. “Ci ha permesso di fare questo intervento senza il classico taglio sul fianco – prosegue Masieri – Al suo posto si praticano dei piccoli fori sull’addome, in cui posizioniamo cannule che portano gli attrezzi necessari all’intervento. Utilizziamo invece l’ombelico per introdurre la cannula con l’ottica che ci consente un ingrandimento di immagine in 3D, molto accurata. E’ come essere dentro al corpo del bambino”. Il robot evita non solo il taglio, ma anche la divaricazione dei muscoli: azioni che causano dolore e rallentano la ripresa post-operatoria. In futuro vogliamo utilizzare il robot anche per bambini più piccoli“.

 

 

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