Q3d, la lampada da tavolo che stampa in 3d

Realizzata da uno spin off del Politecnico di Torino, l’innovativa stampante è dedicata al grande pubblico. Proposta in un kit di facile assemblaggio, consente di realizzare oggetti di piccole dimensioni

Sono diversi gli aspetti che rendono davvero interessante Q3d. Si tratta, infatti, di una stampante 3d pensata espressamente per il grande pubblico, quindi proposta con un prezzo molto contenuto, e che, inoltre, quando non utilizzata per stampare funge benissimo da lampada da tavolo.

L’innovativa stampante è frutto dell’attività di ricerca e sviluppo di Politronica, una società con sede a Torino nata nel 2008 come spin-off del Politecnico, che l’ha messa a punto per poter stampare oggetti di piccole dimensioni. Lavoro portato poi avanti con Flying Tiger Copenaghen, una catena di negozi di oggetti di design per la casa, presso i cui store di Milano e Torino sarà acquistabile a partire dal 6 gennaio (prenotandola sul sito www.q3d.it), per poi essere distribuita anche in altri negozi.

Dall’estetica curatissima, che si richiama al lavoro dell’artista statunitense Alexander Calder, e in modo particolare a un alfabeto di forme al quale ci si è riferiti per “tradurre” le sagome delle componenti plastiche (xyz), il suo design è ispirato all’iconica lampada Luxo L-1, realizzata nel 1937 dal designer norvegese Jac Jacobsen e divenuta ben presto uno degli oggetti più riprodotti nella storia del design.

Alta precisione di stampa

Nonostante il suo prezzo molto basso, è proposta a soli 100 euro, Q3d è uno strumento di livello tecnologico avanzato. Il braccio della stampante è mosso con altissima precisione da fili ed elastici che interagiscono con la rotazione del piatto. In questo modo, «per la prima volta nella storia della robotica, geometria delta e polare si combinano in un solo oggetto», spiegano gli autori del progetto in un comunicato. L’elettronica è gestita da Arduino e presenta un firmware appositamente ottimizzato e basato su librerie open source.

Altro aspetto di innovazione riguarda la tecnica di stampa: come le altre stampanti 3d Fdm (Fused deposition model) estrude materiale, che però in questo caso non è costituito da plastica fusa, ma da una speciale resina polimerica che, a differenza delle resine foto reticolanti utilizzate finora, indurisce con la luce bianca emessa da una normale lampadina a Led: soluzione che spiega perché Q3d possa essere utilizzata anche come lampada da tavolo.

Facile da assemblare

La stampante permette la realizzazione di piccoli oggetti, per la precisione di dimensioni 8 x 8 x 12 centimetri, creati in esclusiva con Flying Tiger con tecniche di modellazione in realtà virtuale. I progetti per la stampa degli oggetti saranno proposti, con collezioni rilasciate periodicamente, nei negozi Tiger, insieme alle confezioni di ricariche di resina e poi resi disponibili in download in un’apposita sezione del sito www.q3d.it.

Q3d viene inoltre fornita smontata sotto forma di kit: una serie di istruzioni spiegano come assemblarla, operazione che si esegue con la stessa facilità con la quale si montano i pezzi nel Meccano, per fornire a tutti gli appassionati un’esperienza ludico didattica che comincia già prima dell’utilizzo della stampante e al tempo stesso accessibile anche a un pubblico di giovanissimi.

Gli elementi caratterizzanti del nuovo prodotto non finiscono qui. Q3d è uno dei primi oggetti prodotti da una vera fabbrica 4.0 diffusa, in più secondo criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza produttiva. Ogni centro stampa del network Qubit3D ha contribuito alla produzione delle sue componenti plastiche, tutte realizzate in Pla (acido polilattico), materiale ecologico ottenuto da amido di mais da coltivazioni a km 0.

Da consumatore a prosumer

Con tutto il suo carico di innovazione, Q3d rappresenta però solo il primo passo di un percorso molto più ambizioso, il cui obiettivo è trasformare il consumatore in “prosumer”, ovvero produttore e consumatore insieme. Prossima tappa di tale cammino sarà l’utilizzo della stampante-lampada come un braccio umano che crea oggetti. Politronica sta infatti lavorando allo sviluppo di un “pantografo virtuale” che, grazie alla realtà aumentata, ormai facilmente accessibile anche da mobile, consentirà agli utenti di sperimentare tecniche di modellazione semplici e intuitive perché sviluppate a partire dalla movimentazione antropomorfa del braccio di stampa della Q3d.

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