A Porto Cervo SotaSota2 con Check Up Nuvap

Inquinamento indoor monitorato con Nuvap

Soprattutto in vacanza un ambiente salubre.

A Porto Cervo, in piena Costa Smeralda, i risultati della prima casa monitorata con un apparecchio altamente performante e professionale. Le misurazioni sono durate una settimana ed hanno evidenziato una situazione ottima dal punto di vista inquinanti. Solo un
picco quando, per via di una zanzara, e sensori hanno evidenziato elementi nocivi nell’aria.

Questo grazie a Nuvap, azienda della quale abbiamo già ampiamente parlato in passato, ha recentemente lanciato un innovativo servizio di check up per permettere a chiunque di fare una prima analisi della propria abitazione o del proprio ambiente id lavoro.

Nuvap Porto Cervo SotaSota2Proprio gli ambienti di lavoro saranno i più interessati da check up ambientali per via della responsabilità penale che grava sugli amministratori delegati delle società.

SotaSota2

L’immobile presso il quale ha avuto luogo a maggio 2017 questo check up si trova proprio nel centro della famosa località turistica ed ha evidenziato una situazione decisamente buona totalizzando un eccellente risultato sul Nuvap Index.

Come fare?

Per poter procedere al check up della propria casa basta andare sul sito www.nuvap.com e prenotare online il servizio. Un corriere arriverà presso l’immobile desiderato, si posizionerà l’apparecchio nell’area da monitorare, si collegherà alla presa elettrica e dopo una settimana il corriere tornerà a prendere l’apparecchio. I risultati del rilevamento arriveranno comodamente a casa sulla propria posta elettronica con un esaustivo report tecnico. Il test è piuttosto affidabile, prove di laboratorio hanno dimostrato che i dati rilevati sono molto vicini a quelli rilevati con singoli sensori professionali e possiamo dire che basterebbe già questo test per dare indicazioni chiare su cosa fare. Nuvap, per ogni fattore inquinante (ne monitora 26) ci da una descrizione e una serie di possibili soluzioni. Ovviamente poi, rilevato il problema, andrà risolto di volta in volta in modo differente. Per esempio: IL RADON.

“Il radon (Rn) è un gas radioattivo inerte presente in natura. E’ inodore e incolore e si trova in quantità molto variabile in tutta la crosta terrestre. Non percepibile con i nostri sensi, il radon può essere rilevato soltanto con strumenti di misura. Il radon ed i suoi prodotti di decadimento sono classificati come agenti cancerogeni di gruppo 1 (agenti di accertata cancerogenicità per l’uomo) dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. L’esposizione al radon è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta e ad essa sono attribuiti dal 5 al 20% di tutti i casi (da 1.500 a 5.500 stimati per la sola Italia all’anno). Tende ad accumularsi negli ambienti indoor dove in alcuni casi può raggiungere concentrazioni tali da rappresentare un rischio significativo per la salute della popolazione esposta. Gli edifici maggiormente a rischio sono quelli costruiti su suoli di origine vulcanica o fortemente permeabili e che impiegano materiali da costruzione quali tufo, pozzolane, graniti. Il livello di radon negli edifici dipende da numerosi fattori, tra i quali la tipologia di edificio e il numero di ricambi d’aria, che a sua volta dipende dal grado di ventilazione naturale o artificiale.”

VALORE MEDIO RILEVATO (Bq/m^3):10,10 Valutazione: 9,9 OTTIMO

RADON

SOLUZIONI

“Il tipo di azioni da porre in atto dipende dal livello di radon nell’edificio, dalla tipologia e dall’età dell’edificio, dalla compatibilità con regolamenti e vincoli edilizi e con norme di sicurezza. I costi sono molto variabili in funzione dell’intervento, ma in generale sostenibili per quanto riguarda le singole unità abitative. Dal radon è quindi possibile proteggersi nella maggior parte dei casi, molto spesso attuando azioni semplici e a basso costo. Ecco alcuni consigli utili: – aumentare la ventilazione nell’ambiente. Tramite aziende specializzate: – Sigillare le possibili vie di ingresso del radon. Tale sigillatura può essere parziale, ovvero a carico delle fessure, delle giunzioni pavimento-parete, dei passaggi dei servizi (idraulici, termici, delle utenze,…), oppure totale, cioè su tutta la superficie a contatto con il suolo. Vengono utilizzati materiali polimerici per la sigillatura parziale e fogli di materiali impermeabili al radon per quella totale. – Depressurizzare il suolo, tecnica indicata nei casi di elevata concentrazione di radon indoor proveniente dal suolo. Si tratta di realizzare, sotto la superficie dell’edificio, un piccolo ambiente (pozzetto) destinato alla raccolta di gas radon. Tale “intercapedine” viene collegata ad un ventilatore in grado di creare una depressione in tale ambiente, grazie alla quale il radon si raccoglie e viene espulso direttamente nell’aria esterna, impedendone l’ingresso nell’edificio. – Pressurizzare l’edificio – grazie all’ausilio di ventilatori, così da ridurre la sua caratteristica depressione, contrastando pertanto la risalita del radon dal suolo. In pratica, è come se l’aria interna spingesse fuori il Radon dall’edificio. – Aumentare la ventilazione del vespaio: qualora l’edificio fosse dotato di un vespaio, aumentandone la ventilazione è possibile diluire il radon presente, riducendo quindi il suo trasferimento all’interno dell’edificio. L’aumento della ventilazione può essere realizzato attraverso l’incremento del numero di bocchette di aerazione o attraverso l’utilizzo di un ventilatore.”

NESSUN COMMENTO