Tutto ok per Aquila dopo il suo secondo volo

Il drone di Facebook, che porterà la connessione nelle aree più impervie del pianeta, ha concluso con successo il suo secondo test di volo. Grazie a nuove dotazioni che ne hanno migliorato la fase di atterraggio

Tutto bene questa volta per Aquila. Il drone di Facebook alimentato a energia solare, che un giorno fornirà l’accesso a internet alle persone che vivono nelle aree più remote del pianeta, ha compiuto con successo un nuovo volo di prova.

Il test si è svolto lo scorso maggio, ma solo ora l’azienda di Mark Zuckerberg ne ha dato notizia, nei cieli del deserto dell’Arizona, verso i quali il drone è decollato dallo Yuma Proving Ground.

Aquila ha compiuto il suo volo, librandosi in aria a un’altezza di 3000 piedi (900 metri) e restandovi per un’ora e 46 minuti, per poi atterrare dolcemente. E proprio la fase di atterraggio era quella che suscitava più preoccupazioni nei ricercatori del Connectivity Lab, il laboratorio dell’azienda di Menlo Park, in California, dove il drone è stato messo a punto. Il momento dell’atterraggio, come quello del decollo, rappresenta infatti il più delicato per un velivolo in generale, ma ancora di più per Aquila che in questa fase aveva registrato un problema nel suo esordio in volo. Alla fine del suo primo test, svoltosi alla fine di giugno dello scorso anno, il velivolo aveva infatti subito un cedimento strutturale che lo aveva fatto schiantare al suolo, riportando diversi danni.

Nuove dotazioni per un atterraggio sicuro

Per la sua nuova prova il drone è stato equipaggiato con una maggiore quantità di sensori, nuovi tipi di alettoni e con un sistema di arresto dell’elica orizzontale per agevolarne l’atterraggio.

Aquila 1

Innovazioni decisive per il successo della missione. «Le migliorie che abbiamo implementato sul drone sulla base delle prestazioni del primo volo hanno fatto una differenza significativa in questo volo – ha dichiarato Martin Luis Gomez, direttore di piattaforme aeronautiche di Facebook, che con gli altri tecnici ha osservato in diretta Aquila da un elicottero che ne seguiva il volo -. La squadra è entusiasta del risultato».

Una speranza per 4 miliardi di persone

E ancora più entusiasta sarà Zuckerberg e, soprattutto, i 4 miliardi di persone che potranno beneficiare del suo progetto. Aquila, infatti, nasce con l’obiettivo di offrire una connessione internet a tutte quelle persone che vivono nella aree più remote della Terra e che mai saranno connesse con le tradizionali tecnologie. L’idea del fondatore di Facebook pertanto è di raggiungerle con una flotta di droni per garantire loro una connessione wifi. Flotta che sarà costituita da droni innovativi come Aquila, della grandezza di un areo di linea e dal peso di soli 450 kg, progettato per restare in volo, senza atterrare, fino a 90 giorni, a una quota di 60.000 piedi, a una velocità di crociera di circa 130 km/h. Il tutto sfruttando la radiazione solare, convertita in energia da moduli fotovoltaici installati nelle sue ali e su tutta la sua superficie. Altrettanto innovativo è il concetto per portare la connessione internet, irraggiandola attraverso un fascio laser e sistemi a onde millimetriche.

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