My-Hand, la sofisticata mano robotica made in Italy

Sviluppata dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’innovativa mano robotica, oltre a consnetre di afferare ogni tipo di oggetti e compiere movimenti complessi, è in grado di restituire il senso del tatto alle persone amputate

Leggera, ma sufficientemente robusta, con un design molto curato e, soprattutto, dotata di una tecnologia innovativa capace di restituire il senso del tatto alle persone amputate. È la rivoluzionaria mano robotica sviluppata nell’ambito del progetto My-Hand (Myoelectric-Hand prosthesis with afferent non-invasive feedback delivery), coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Nato con la finalità di sviluppare tecnologie non invasive per agevolare il recupero delle funzioni sensoriali e motorie dei soggetti che hanno subito l’amputazione di un arto superiore, il progetto, che ha ricevuto un finanziamento di circa 400.000 euro dal ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca (Miur) nell’ambito del Fondo per gli investimenti della ricerca di base (Firb), sta dando i frutti sperati.

Restituire il senso del tatto

La testimonianza è questo primo straordinario risultato, una sofisticatissima mano robotica, con l’ulteriore vantaggio di essere a basso costo, pensata per essere utilizzata da soggetti amputati senza alcun bisogno che questi si sottopongano ad alcun tipo di intervento chirurgico di impianto.

Prese e movimenti dell’arto vengono infatti attivati e controllati mediante dei sensori elettromiografici indossabili (un bracciale), che rilevano i segnali nervosi dei muscoli e li trasmettono alla protesi. Ma non solo. Perché la mano è dotata anche di sensori tattili, integrati nelle dita, che registrano le interazioni con l’ambiente, restituendole alla persona attraverso dei piccoli vibratori posizionati su tutto il resto dell’arto.

Una soluzione rivoluzionaria che, oltre a permettere all’utilizzatore di afferrare oggetti di differente forma e peso e di muovere la mano con naturalezza e un ottimo grado di libertà: in pratica gli restituisce il senso del tatto.

Sette movimenti per afferrare ogni oggetto

Per afferrare gli oggetti l’arto robotico utilizza tre motori elettrici e un pollice opponibile, ma a garantire la solidità della presa è una nuova soluzione messa a punto dai ricercatori italiani, e ora protetta da brevetto internazionale, che attraverso l’impiego di un unico motore consente di ruotare il pollice o di flettere l’indice in modo alternato: soluzione che permette di eseguire tutte le prese senza influire sul peso, ma garantendo una grande robustezza.

mano robotica My-Hand

La mano consente, inoltre, di compiere ben sette diversi movimenti, per afferrare oggetti di tutte le grandezze, ma anche di compiere operazioni quali premere un pulsante, girare una chiave, fino a scrivere su una tastiera o tenere una sigaretta tra le dita.

Per il raggiungimento di questi straordinari risultati fondamentale è stato lo sviluppo di un algoritmo di controllo basato sui segnali elettromiografici. Sviluppo ancora in corso con l’obiettivo di dare alla mano robotica la destrezza di una mano umana, capace di tradurre la volontà della persona in movimento dell’arto.

 

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