Lo trasporti in una valigetta: è il prototipo italiano di robot chirurgico

Da una start up italiana la proposta che mira a rendere la chirurgia robotica più accessibile senza dispersione di qualità. Il prototipo robotico M.I.L.A.N.O. è ultra-leggero è potrà operare senza problemi all'interno dell'addome

L’idea di base, che secondo i suoi creatori troverà un utilizzo pratico all’interno delle strutture chirurgiche non prima di quattro anni, è quella di porsi come alternativa meno “ingombrante”, ma soprattutto più sostenibile rispetto al “totem” DaVinci, la piattaforma robotica più famosa e efficace nel mondo. Ma assai costosa, anche a livello di manutenzione. Utilizzato più nel “privato” che nel “pubblico”,  in definitiva il DaVinci (un gioiello di tecnica e esempio per ogni tipo di progettazione in tema) vede il suo potenziale operativo ridotto proprio per i costi.

chirurgo

Low cost ma efficace e innovativo

A partire dall’agevole gestione in fase di  trasporto, nelle intenzioni dei ricercatori  M.I.L.A.N.O potrebbe essere dato in comodato d’uso agli ospedali. La piattaforma non perde di efficacia, mantenendo le principali caratteristiche di base dei DaVinci e altri prototipi: la massima garanzia di stabilità dell’arto robotico in azione, il controllo da remoto per effettuare movimenti impensabili per la mano chirurgica, la possibilità di stampare ecografie in 3D.  e la possibilità di compiere movimenti altrimenti impossibili per la mano umana.

Lo sviluppo potrebbe portare M.I.L.A.N.O. a essere specializzato e innovativo soprattutto nell’ambito di un intervento chirurgico addominale non invasivo, penetrando agevolemente nella zona del paziente interessata. Questo grazie anche alle telecamere 3D-HD con cui le sue articolazioni sono equipaggiate.

La speranza è quella di mettere in atto i primi test clinici sperimentali su pazienti nel giro di tre anni; la strada non è breve perchè devono essere garantiti gli specifici standard di sicurezza per ciascun componente dell’androide. E in questo casa è tutto abbastanza nuovo perché  ValueBioTech e IIT da un punto di vista delle tecnologie hanno utilizzato componenti assolutamente inedite.

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