La suggestione di creare farfalle-robot con Gps per grandi spostamenti

Le Farfalle Monarca trovano la via del ritorno grazie a un naturale sistema di navigazione posizionato nel loro cervello

Uno studio accademico, dell’Università di Washington, ha svelato il segreto del viaggio che all’arrivo dell’autunno le Farfalle Monarca compiono da zone del Canada e degli Stati Uniti verso il Messico. Una migrazione di circa 4000 km che è considerata uno dei fenomeni più affascinanti dell’odierno panorama naturale. E che nell’immediato futuro potrebbe essere proposto nell’ambito dello sviluppo della robotica.

Un gruppo di ricercatori dell’ateneo americano ha individuato il funzionamento del loro orientamento, partendo da come le Monarca incrociano le informazioni che raccolgono attraverso gli occhi e le antenne per i loro spostamenti di andata e ritorno.

In questo video ammiriamo la suggestiva vita segreta di questo raro esemplare

Il segreto consiste nell’attività delle antenne e degli occhi, più nello specifico nell’azione di una sorta di Gps che guida le Monarca consentendo loro anche il ritorno “a casa” all’inizio della primavera.

I neuroni degli occhi registrano la posizione del Sole rispetto all’orizzonte, mentre un micro orologio naturale posizionato nelle antenne stimola i neuroni che regolano il ritmo cosiddetto “circadiano”, vale a dire caratterizzato da un periodo di 24 ore esatte.

Le farfalle robot come mini droni in situazioni di emergenza

Adesso l’obiettivo dichiarato dei ricercatori è quello di monitorare questa meravigliosa specie nella sua migrazione per trarre ispirazione e configurare delle farfalle-robot da destinare alla ricerca di prototipi innovativi per i vari campi di compatibile utilizzo.

Nel segno, dunque, della robotica “bioispirata” che si ispira a fenomeni naturali o al mondo animale.

Le Monarca potrebbe per esempio rappresentare un prototipo di partenza nel rapporto tra innovazione e risparmio energetico: le farfalle-robot verrebbero progettate per essere efficaci come micro droni in tratte impervie, per esempio in situazioni di sostegno a operazioni emergenziali, risparmiando energia.

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