La procreazione al tempo dei robot

Uno studio condotto in una Università olandese permette alle macchine di decidere se riprodursi e generare un nuovo esemplare "cucciolo". Ma sul controllo di queste nascite meccaniche vigilerà sempre l'uomo...

Susciterà un po’ di innocente ilarità, mista però a curiosità, il progetto studiato all’Universita’ Vrije di Amrsterdam e presentato nei giorni scorsi: mirato a stabilire se gli androidi possono riprodursi!

Secondo i test, i robot possono avere un rapporto e dare il via a una progenie che erediterà – come succede agli umani – diverse caratteristiche dai due genitori. Generando di fatto una entità completamente nuova.

Questo lo scenario di ricerca: i robot si muovono in uno spazio illuminato da una luce rossa (la chiameremo “bot-alcova”!). Se il rapporto viene consumato, i tecnici invieranno i due genomi – debitamente recuperati in precedenza– sul network WiFi a cui sono collegati. Uno speciale meccanismo genera la combinazione dei due genomi creandone un terzo. Dove saranno codificati sia il software che l’hardware del baby-bot, le cui parti nasceranno invece da una stampante 3D.

3D-printed robots at the VUNon nasconde la sua soddisfazione il professore  professore Guszti Eiben, a capo del team di ricerca: “Due robot si incontrano e si accoppiano, semplice. E’ il risultato finale è un cucciolo di robot”. Eiben nega poi categoricamente che si possa verificare quanto magari in molti che leggeranno la notizia possono temere: una sovrappopolazione di robot! I ricercatori olandesi assicurano: “siamo pronti a intervenire spegnendo l’Intelligenza Artificiale”.

Che messa così è un’immagine anche rassicurante nel breve, ma che può alimentare qualche perplessità sul futuro rapporto di forza tra uomo-macchina…

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO