Il modello “perfetto” per la moda? Un robot

Sempre di più l'ambito trendy per eccellenza, per le riviste patinate e per il lusso delle sfilate, si rivolge con successo e scelte originali all'iconografia di modelli-robot… menzione speciale per le sensuali fem-robot !

Il mondo della moda può essere considerato un ambito eccentrico; non è dunque affatto sorprendente immaginare come i robot possano svolgere un ruolo in esso. Gli androidi sono già stati protagonisti in riviste di moda, e stilisti come Thom Browne e Rick Owens, accanto a nuovi arrivati come David Koma, hanno puntato su immagini fembot per la collezione autunno 2015.

Più eleganti e più freddamente efficienti rispetto alle loro controparti umane, questi bot di nuova generazione (interpretati sulle passerelle da esseri umani in carne ed ossa) vantano capacità motorie avanzate, coscienza sovrumana e perfino tic sottili del viso che imitano quelli dei loro creatori.

robot-model 1I modelli robot sono super trendy!

Non solo: nel libro “Rise of the Robots, Tecnologia e la minaccia di un futuro senza lavoro”, Martin Ford ipotizza che un decisivo impulso all’economia può essere dato da un esercito di artisti-bot che possono creare o fare musica. “Gli esseri umani – ha dichiarato in un’intervista – sembrano destinati a non essere più competitivi a tutti i livelli.”

E la moda si adegua: in un servizio fotografico di Steven Klein per Vogue ammiriamo droni che si liberano in alto, intenti a spiare un gruppo di modelli umani in un campo. Per il numero di marzo della rivista W, lo stesso Klein ha interpretato il designer Jason Wu avvolto tra le braccia di un uomo di latta.

In altre immagini i robot di Mr. Klein tendono ad essere più realistici: fem-robot colte in accoppiamenti con i loro partner umani in contesti alienanti come un intervento chirurgico! Si ricorda anche una recente collezione del marchio Rodarte , in cui una serie di abiti è stata modellata con robot ispirati alla serie “Star Wars”. E ancora: una falange di techno-robot in latta ha dominato, la scorsa primavera, un’installazione nelle vetrine di Bergdorf Goodman.

 

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