Grazie al dito robotico il tatto diventa bionico!

Una ricerca dell'Istituto di Biorobotica di Pisa, sperimentata con successo su un paziente con mano amputata, dimostra come un dito bionico sia in grado di percepire le superfici lisce o rugose

L’iper-attivo Istituto di Bio Robotica di Pisa (all’interno della Scuola Superiore Sant’Anna) è di nuovo meritoriamente alla ribalta per una importante scoperta scientifica. Questa volta in collaborazione con l’istituto svizzero École Polytechnique Fédérale. Parliamo del primo dito robotico, che testimonia come il tatto sia un senso destinato a diventare bionico… se mai fosse necessario!

La ricerca ha trovato eco sulla prestigiosa pubblicazione scientifica “eLife“, con tanto di editoriale del direttore Randy Schekman ((premio Nobel).

Il dito robotico è stato implementato per la prima volta nella storia sul moncone di un uomo danese rimasto anni fa privo della mano in seguito a un incidente: attraverso il polpastrello artificiale connesso agli elettrodi impiantati nel braccio, sopra il moncone, l’uomo ha potuto percepire sia la rugosità che la natura liscia di una superfici. In altri termini i segnali ricevuti sono stati trasformati in una sequenza di impulsi elettrici, subito inviati in successione al sistema nervoso.

dito robotico

Ora gli altri sensi attendono la loro investitura bionica…

Durante l’intervento gli specialisti, tramite una macchina speciale, hanno controllato il movimento del dito su differenti superfici di plastica. Su queste, tramite la stampa 3D, erano state in precedenza realizzate linee con diverse texture.

Secondo gli esperti il tatto bionico rappresenta l’ideale “apripista” per lo sviluppo delle medesime proprietà sugli altri sensi.

Alla ricerca hanno collaborato altre realtà come, tra le altre, l’Università di Pisa, e l’Università Campus Bio-Medico di Roma.

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