Fine dell’avventura per il progetto Lily

Il drone capace di seguire in automatico il pilota, filmandolo e scattando foto, non andrà sul mercato. Lily Robotics, l’azienda che lo ha sviluppato, ha esaurito i fondi

Cala il sipario sul progetto Lily. Il drone in grado di seguire il automatico il suo pilota, filmandolo e scattando foto, non prenderà il volo. Ad annunciare la fine dell’avventura Antoine Balaresque e Henry Bradlow, due fondatori di Lily Robotics, la start-up dell’Università della California di Berkeley (Stati Uniti) che ha sviluppato il drone e che doveva produrlo, in un comunicato riportato sul sito dell’azienda dall’emblematico titolo The adventure comes to an end.

Casse vuote

Nella nota i padri di Lily spiegano la ragione della rinuncia: l’esaurimento dei fondi a disposizione. Tutti le risorse raccolte, infatti, sono state spese per la progettazione e lo sviluppo del drone, che ora era pronto per andare in produzione.

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L’azienda ha cercato di ottenere una linea di credito per realizzare i primi esemplari e consegnarli ai clienti che li avevano preordinati, ma il tentativo non è andato a buon fine. Da qui la decisione di chiudere il progetto e rimborsare tutti gli utenti, dal momento che gli unici denari rimasti in cassa sono quelli versati da chi aveva già acquistato il drone, operazione che verrà conclusa nel giro d qualche mese.

Un drone dalle grandi aspettative

Niente volo, dunque, per il drone che nelle intenzioni di Balaresque e Bradlow doveva “superare ogni aspettativa” dei loro utenti. E in effetti, per raggiungere questo obiettivo, il progetto aveva tutte le carte in regola. Lily era stato presentato come un drone in grado di seguire in modo autonomo il suo pilota, attraverso un dispositivo di tracciamento con Gps che l’utente porta con sé, filmando e catturando immagini con la sua una telecamera integrata nella parte anteriore che registra video a 1080 p a 60 fps e foto a 12 megapixel.

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Il drone, dotato di quattro eliche, doveva volare a una velocità di punta di 40 km/h, seguendo l’utente da una distanza di almeno 1,75 m, con venti fino a 30 km/h, garantendo un’autonomia di volo di 20 minuti.

Lily doveva essere lanciato sul mercato a un prezzo intorno ai 1000 dollari, cifra che scendeva a 499 se acquistato in preordine. Un costo sopportabile per un drone pensato per fare la felicità di sportivi e di tutti gli amanti dell’avventura che amano riprendere da prospettive uniche le proprie gesta.

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