Dru, il robot che ti porta la pizza a casa

Domino, il colosso americano della ristorazione, si appresta a testare un robot progettato per la consegna a domicilio della pizza. Dotato di Gps e sensori, sceglie da solo il percorso più rapido e ha un vano per tenere calda la pizza e fresche le bevande

Se i robot sono ormai in grado di preparare una pizza, a maggior ragione saranno capaci di consegnarla a domicilio. L’idea è del colosso americano della ristorazione Domino, che conta oltre 11.000 pizzerie in 70 paesi del mondo (in Italia la prima pizzeria Domino è stata aperta lo scorso ottobre a Milano), che sta testare Dru, Domino robotic unit, un piccolo robot progettato proprio per portare Margherite e Capriocciose nella case dei clienti.

Alto meno di un metro e dotato di quattro ruote, Dru è programmato per gestire le consegne a corto raggio ed è equipaggiato con un vano riscaldato per conservare calde le pizze e un piccolo refrigeratore per mantenere fresche le bibite. Per ritirarle, i clienti devono inserire un apposito codice che viene inviato loro al momento dell’ordinazione.

Il sistema Gps integrato gli permette di viaggiare dalla pizzeria al punto di consegna, scegliendo il percorso più comodo e veloce, sfruttando strade e sentieri, mentre i sensori di bordo gli consentono di individuare eventuali ostacoli lungo il percorso e di evitarli.

Pizza e tecnologia

L’idea per la costruzione di questo piccolo gioiello tecnologico è nata all’interno della Divisione innovazione della stessa società, ed è stata portata avanti dalla stessa società, presso il proprio laboratorio di ricerca e sviluppo DLab di Brisbane, in Australia, mentre il sistema di alimentazione è stato sviluppato dalla start-up australiana Marathon Robotics.

Dru 1
Dru al lavoro, mentre percorre un sentiero

La società ha anche lavorato con le autorità australiane e neozelandesi, in particolare con il Queensland department of transport and main roads per definire la costruzione di un quadro giuridico per iniziare a testare Dru nel mondo reale, e ora si appresta a testare il robot sulle strade di Wellington, la capitale della Nuova Zelanda.

Realizzato con un design elegante e dotato di luci per aiutare i clienti a identificarlo e a interagire con esse, resta un ultimo aspetto da mettere a punto. L’equipaggiamento di sorveglianza e di sicurezza, per mettere Dru al riparo da eventuali assalti da parte di teppisti e rapinatori. Ma non dovrebbe essere un grande problema, dal momento che il robot è stato sviluppato partendo da una piattaforma militare.

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