I cieli Usa si aprono ai droni commerciali

Le nuove regole della Faa introducono importanti novità sulle concessione dei permessi e le regole di volo, favorendo l’impiego dei droni in attività di monitoraggio e ispezione. Resta il divieto dei uso per le consegne

Dopo essere diventato il primo presidente di colore degli Stati Uniti, aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace e aver portato a casa un’importante riforma sanitaria, Barack Obama intende passare alla storia anche come colui che ha dato uno dei maggiori contributi alla rivoluzione nel mondo dell’aviazione, aprendo i cieli americani all’utilizzo dei droni commerciali.

La Federal aviation administration (Faa), l’agenzia del Dipartimento dei trasporti degli Stati Uniti cui spetta il compito di emanare le norme tecniche e di vigilare su tutti gli aspetti nel campo dell’aviazione civile, ha infatti messo a punto nuove regole che semplificano l’impiego dei droni per uso professionale, favorendo, di conseguenza, il ricorso a questa tecnologia.

«Si tratta solo di un primo passo, ma importante perché può aiutare non solo a far crescere l’economia, ma anche a migliorare la vita dei cittadini americani», ha commentato il presidente Usa in un’intervista concessa a Bloomberg.

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Il documento cui si fa riferimento è l’Advisory circular (Ac) 107-2, emanata lo scorso 21 giugno, che va a modificare in parte la normativa che regola l’utilizzo dei sistemi aerei senza pilota di piccole dimensioni, in conformità con il titolo 14 del Code of Federal Regulations (Cfr), il codice federale che regolamenta la gestione dello spazio aereo nazionale, introducendovi importanti novità. Delle quali le principali riguardano la concessione dei permessi per l’impiego dei droni e le regole di volo.

Permessi più facili

Per quanto riguarda il primo punto, le nuove regole vanno decisamente in direzione di una maggiore semplificazione.

Queste infatti prevedono che per volare con i droni per usi commerciali sia sufficiente il superamento di un test di conoscenza e l’ottenimento di uno specifico certificato, al posto della licenza da pilota valida, richiesta in precedenza.

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È consentito anche che a pilotare il drone sia un operatore non provvisto di certificazione, purché sia presente almeno una persona certificata. Insomma, un iter e requisiti molto più snelli e decisamente meno complessi per le realtà che vorranno richiedere i permessi, rispetto a quelli finora in vigore.

Questo non significa, però, che ora qualsiasi velivolo potrà scorrazzare per i cieli d’America. Le nuove norme riguardano infatti i droni per impieghi commerciali quali il monitoraggio di coltivazioni, le ispezioni dei ponti, o usati per scattare foto, mentre il loro impiego per il trasporto e la consegna di oggetti resta ancora vietato.

Le nuove regole di volo

Le novità introdotte nelle regole di volo riguardano, invece, l’obbligo di volo a vista e il divieto per l’operatore di pilotare più di un velivolo per volta: questo significa che non sono consentiti voli di diversi chilometri e che ogni velivolo deve essere costantemente sotto il controllo di un operatore. Altra novità importante è che i velivoli di piccole dimensioni possono volare nelle aree poco popolate senza l’approvazione della Faa. Nel caso di aree densamente popolate e di spazi aerei affollati per volare però è obbligatorio coordinarsi con le autorità di controllo del traffico aereo. Sempre a massima garanzia della sicurezza e dell’incolumità delle persone restano in vigore il divieto di volo sopra quota 400 piedi, corrispondenti a poco meno di 122 metri, e il limite di velocità massima di 100 miglia orarie, equivalenti a circa 161 km/h.

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