Budgee, il robot che ti porta la spesa a casa

La spesa del sabato, un rito per la maggior parte delle donne, un incubo per molti dei loro mariti. Già, perché le borse più pesanti tocca sempre a lui portarle. Ma da oggi potrebbe cambiare tutto. Come? Grazie a un piccolo e robusto robot chiamato Budgee

Il suo nome è Budgee ed è un personal shopper che, ne siamo sicuri, in molte casalinghe vorrebbero avere. Sviluppato da Five Elements Robotics, Budgee viene definito come robot di servizio capace di seguire il proprietario e di portare le cose al posto suo. Un inserviente di fatica, insomma, un servo muto che è possibile portare con sé nei centri commerciali, al mercato o laddove sia necessario trasportare qualcosa di così pesante da farci sentire male solo al pensiero.

Pensate ad esempio alle classiche confezioni d’acqua da sei bottiglie in PET o, per chi ama gli animali, alle pesanti scatolette di cibo che periodicamente vengono acquistate in offerta speciale. Basta sudare sette camicie: Budgee può trasportare carichi fino all’equivalente del suo peso, ovvero quasi 23 chilogrammi… e in 23 chili ce ne stanno di acqua e scatolette!

budgee

Budgee è comodo, ma non alla portata di tutti

Già vincitore di un Gold American Business Award quale prodotto più innovativo del 2015, Budgee è in grado di seguire il suo proprietario passo passo grazie al segnale di un transceiver opportunamente indossato dalla persona. Le opportunità di applicazione sono davvero ampie, considerato che Budgee può essere convenientemente utilizzato quale ausilio alle operazioni di trasporto della spesa o di altri carichi da parte di persone disabili, con mobilità limitata o in carrozzella.

Certo il prezzo di questo moderno servo muto è del tutto incomparabile con quello dei classici trolley da spesa che la nostra signora Maria, casalinga di Voghera, è abituata a utilizzare. Sul sito della Five Elements Robotics, Budgee viene venduto al prezzo base di 1.399 USD, a cui bisogna certamente aggiungere altro per gli accessori e la spedizione.

Ad ogni buon conto, forse anche quale operazione di marketing, i responsabili dell’azienda, hanno fatto sapere che nei prossimi mesi alcune unità saranno donate a veterani di guerra rimasti disabili, così come a persone invalide le cui storie hanno colpito la sensibilità dei dipendenti.

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