Il bioprinting tridimensionale per ricostruire la cartilagine

Cartilagini in 3D: avanza la sperimentazione per la rielaborazione di parti del corpo

Infortuni e rottura di cartilagine: l’incubo di atleti, ma anche di chiunque soffra di lesioni o di gravi forme di artrite, sta per essere ridimensionato nel suo impatto. Dei ricercatori svedesi, infatti, stanno lavorando con successo a un progetto che ha permesso loro di generare tessuto cartilagineo tridimensionale!

Questo grazie a speciali stampanti e a un liquido contenente cellule umane. Lo sviluppo di questa innovazione potrebbe presto portare a implementazioni stampate su misura per rigenerare parti di corpo danneggiate (ginocchia, arti, ma anche nasi e orecchie).

naso

Cellule umane in luogo della plastica

Lo straordinario risultato, che giunge a rivoluzionare l’ingegneria dei tessuti e la chirurgia rigenerativa, è ispirato al bioprinting tridimensionale, tecnica innovativa che al posto di plastiche e polimeri prevede l’utilizzo di cellule umane per riprodurre organi e tessuti. Va detto che a oggi si è chiusa la fase dei test in laboratorio sui topi, e che il prossimo importante passo sarà quello della sperimentazione umana.

Nello specifico, il team svedese del Wallenberg Wood Science Center ha generato un bioinchiostro con cellule umane viventi, accorpando quelle che costituiscono le cartilagini del nostro corpo. La miscela ottenuta ha permesso alle cellule viventi il mantenimento di un’architettura specifica.

Come detto il tutto è stato testato con successo impiantando i campioni di tessuto nei topi. Adesso inizia la fase della sperimentazione sull’uomo.

 

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