B-Droid, il robot impollinatore che viene dalla Polonia

I ricercatori del Politecnico di Varsavia hanno messo a punto dei robot, in versione da terra e volante, per l’impollinazione delle piante, ma da utilizzare anche in altre attività legate all’agricoltura di precisione. L’obiettivo è metterli sul mercato entro due anni

Anche in Polonia si lavora allo sviluppo di robot impollinatori. Ad occuparsene è il Politecnico di Varsavia, dove un gruppo di ricercatori del dipartimento di ingegneria energetica e aeronautica guidato da Rafał Dalewski, ha sviluppato e testato una famiglia di robot, chiamati B-Droid, proprio come il piccolo robot della saga di Guerre Stellari, specializzata nel lavoro che madre natura ha affidato ad api ed altri animali.

Un lavoro di ricerca condotto negli ultimi quattro anni e che ha portato alla messa a punto dei primi prototipi realizzati in due versioni: una di terra e una volante.

Un’ape su ruote

La prima versione è un robot su ruote equipaggiato con un computer e di un software dedicato che gli consente di completare l’impollinazione delle piante in completa autonomia. Grazie a una serie di telecamere, B-Droid per prima cosa traccia una mappa del terreno, individuando la propria posizione e quella delle piante. A questo punto procede con il lavoro, dirigendosi verso l’obiettivo raccogliendo il polline attraverso un particolare tampone e da qui spostarlo al fiore successivo, e così via di seguito.

La versione volante

La versione volante B-Droid è invece costituita da un quadricottero. In questo caso, le operazioni sono supervisionate da un computer esterno che trasferisce le informazioni al drone.

Le immagini rilevate dalle telecamere vengono utilizzate dal computer per pianificare il percorso e tracciare la rotta di volo. In questo modo, il drone vola di fiore in fiore, raccogliendo e depositando il polline come fosse un’ape, seguendo lo stesso procedimento del “fratello” a rotelle. Tuttavia la versione volante presenta ancora dei limiti in termini durata, in quanto la batteria garantisce un’autonomia di volo di soli 2 minuti, e deve essere perfezionata anche per garantire una maggiore precisione.

I test sul campo

Dopo lo sviluppo dei prototipi, gli scienziati si sono posti anche la domanda se questi robot siano davvero efficaci. La sezione di test condotta sul campo ha dato al riguardo una risposta molto positiva. B-Droid a rotelle ha infatti impollinato con successo aglio e fragole: i filari di piante aglio sui quali è intervenuto hanno prodotto circa 165 semi, in confronto ai soli 23 generatisi nell’area di campo non coperta dal robot. Inoltre, i semi nati grazie all’attività del robot hanno anche un peso del 6% superiore rispetto agli altri, indice di u a maggiore qualità.

L’agricoltura di precisione

Risultati che hanno incoraggiato i ricercatori a proseguire su questa strada, con l’obiettivo di migliorare i dispositivi per portarli sul mercato nel giro di un paio di anni. Inizialmente gli sforzi si concentreranno in particolare sulla versione a ruote di B-Droid, che appare più efficiente, anche perché il semplice utilizzo di una batteria al gel permette consente al robot di lavorare per più di due ore, tempo che può essere esteso all’intera giornata se ci si avvale anche di un generatore addizionale.

B-Droid 2

Del resto sul mercato c’è fame di dispositivi intelligenti per l’agricoltura di precisione, un settore che negli ultimi anni è in forte crescita, soprattutto negli Stati Uniti, ma ora anche in Europa. In questo campo, B-Droid potrebbe contribuire all’ottimizzazione dei processi di lavoro, anche per quanto riguarda la distribuzione intelligente di prodotti fitosanitari e di fertilizzanti, assicurando una significativa riduzione della spesa per tali prodotti e una loro applicazione più precisa. Obiettivi nel mirino dei ricercatori del Politecnico di Varsavia.

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