Astrobee, il piccolo robot che lavorerà nella Stazione spaziale

Il nuovo robot, che ha la forma di un piccolo cubo, tra qualche mese sostituirà gli Spheres sulla Stazione spaziale internazionale. E aiuterà gli astronauti nelle loro attività quotidiane e a portare avanti numerosi esperimenti

Sarà presto in volo nella Stazione spaziale internazionale (Iss) dove lavorerà a fianco degli astronauti. È Astrobee, un robot al quale sta lavorando la divisione Intelligent Robotics della Nasa, l’Agenzia spaziale americana. Ha una forma un po’ particolare, è praticamente un cubo di dimensioni di un piede (equivalente a 30,48 centimetri), ma è molto intelligente. Non a caso è stato progettato per aiutare gli scienziati e gli ingegneri a realizzare i test su nuove tecnologie in assenza di gravità, supportare gli astronauti nelle loro mansioni e fornire al centro di controllo di Houston, in Arizona, occhi e orecchie supplementari per monitorare da Terra quello che avviene sulla navicella spaziale.

Messo a punto per rimpiazzare Spheres, esemplare della prima generazione di robot attualmente a bordo della Iss, il nuovo robot è molto più avanzato rispetto al suo predecessore, dal momento che può svolgere tutte le sue funzioni in modo completamente automatico o comandato da remoto dalla Terra, liberando così gli ospiti della stazione spaziale di numerose incombenze, concedendo loro più tempo per dedicarsi alle attività di ricerca e sperimentazione. Come si spiega in questo video

Nuove possibilità per i test nello spazio

La possibilità di disporre di un robot avanzatissimo in grado di operare senza supervisione umana rappresenta per i ricercatori della Iss una grande opportunità per compiere esperimenti con tutta una serie di tecnologie innovative con molti minori rischi. Un esempio è la propulsione magnetica, una soluzione sulla quale si punta molto perché può consentire il controllo di sciami di satelliti che volano insieme in formazione. Satelliti che in tal modo potrebbero essere utilizzati per comporre un gigantesco telescopio spaziale per cercare segni di vita nell’atmosfera di pianeti che orbitano intorno ad altre stelle. Invece, di attendere anni per lanciare nello spazio uno sciame di costoso satelliti e sperimentarne l’efficacia, con il rischio di perderli, è più veloce e comodo per gli scienziati aggiungere moduli di propulsione magnetica ai robot Astrobee e testarne il comportamento in un ambiente a gravità zero all’interno della stazione, dove inoltre sono anche più liberi di sperimentare la validità della soluzione con differenti approcci di controllo.

Un assistente per gli astronauti

Ma Astrobee si rivela un prezioso assistente anche per tutta una serie di attività quotidiane. Grazie alla sua dotazione tecnologica e al suo scanner Rfid (identificazione a radiofrequenza), ad esempio, può monitorare e verificare in continuo la posizione della Iss, senza che gli astronauti debbano effettuare tale operazione manualmente. Ancora, può monitorare le condizioni ambientali, come la qualità dell’aria o di livelli sonori all’interno della stazione orbitante, contribuendo a garantire al personale le migliori condizioni possibili.

Astrobee 1

Ma anche per il personale di terra il piccolo robot rappresenta una svolta. Grazie a microfoni e telecamere consente di vedere e sentire tutto ciò che avviene nella stazione, di svolgere attività di routine o di condurre esperimenti direttamente dal Johnson Space Center di Houston.

Promesse che diventeranno realtà nel giro di qualche mese: Astrobee sta attualmente concludendo la sua ultima fase di test e sarà pronto per partire entro la fine dell’anno.

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