La mano robotica protagonista a Crea©tivity

L'arto configurato dall'Istituto di BioRobotica del Sant’Anna di Pisa ha rappresentato il tema della biorobotica all'evento dedicato all'innovazione che ogni anno si tiene a Pontedera

Si è tenuta nei giorni scorsi a Pontedera, presso il Museo della Piaggio, la decima edizione di Crea©tivity, un evento che si presenta come un incubatore di idee che in progress delineano scenari di innovazione e di relativa formazione. In ambiti che possono spaziare dalla cultura e dall’arte, fino all’ingegneria e al design.

Il fil rouge dell’ultima edizione è stato un focus specifico su smart mobility e biorobotica come concrete prospettive del futuro. La biorobotica, del resto, anche in Italia sta già offrendo soluzioni interessanti, come vi abbiamo recentemente raccontato qui su Robotica.news riportando un’iniziativa dell’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna di Pisa legata alla cura del morbo di Parkninson.

In questo video pubblicato dal portale Intoscana.it vengono riassunti i momenti più significativi dell’evento, compresa un’intervista a Alberto Mazzoni dell’istituto pisano riguardo allo sviluppo della “mano robotica”, vale a dire il progetto “My Hand”.

mano robotica“My Hand”, ha ricevuto un importante finanziamento dal ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, e punta sulla configurazione di una mano bionica che possa essere impiantata senza alcun intervento chirurgico. Un arto flessibiile, che permetta i principali utilizzi tattili. Nella scorsa primavera l’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna ha svelato il progetto, e a seguire è partita partire la sperimentazione su volontari disposti a testare la mano robotica per sopperire alla perdita dell’arto.

Il funzionamento di “My Hand” si sviluppa attraverso sensori che si possono indossare in modo semplice e non invasivo. Questi rilevano i segnali nervosi che attraversano i muscoli, quando si compiono gli specifici movimenti. I sensori tattili integrati sulle dita immagazzinano le interazioni con l’ambiente e attraverso una soluzione con micro vibratori posizionati sul moncone dell’arto si rende possibile recuperare le le sensazioni tattili.

 

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