Automazione robotica: professioni a rischio?

Una ricerca della Bank of England fa l'ennesimo punto sulla "minaccia" dello sviluppo robotico a discapito di categorie umane di professioni

Ora tocca alla Bank of England: da circa un anno a questa parte, saltuariamente spunta una ricerca (o studio) su come la robotica potrebbe rendere “a rischio” alcune professioni. E in quale percentuale. Detto che in parallelo altre proiezioni suggeriscono l’esatto opposto, la cosa migliore è avere un approccio “laico e sereno” verso questi scenari, confidando nel buon senso di chi regge le fila della ricerca e della produzione, specie nelle nazioni chiave.

Come lo è, appunto, la Gran Bretagna da cui arriva questa ultima analisi che, in particolare, mette nel mirino lo sviluppo dell’automazione con sistemi robotici. La fonte, per altro, è piuttosto autorevole, dunque vale la pena scandagliare le conclusioni della Bank of England riportate integralmente dal Financial Times.

automazioneSecondo lo studio in oggetto l’automazione metterebbe a rischio un posto di lavoro su tre. Il pericolo verrebbe corso dalle tipologie professionali basiche del settore, quali gli operai e il personale amministrativo.

Solo in Gran Bretagna i posti di lavoro a rischio sostituzione con soluzioni robotiche sarebbero 15 milioni. Un posto su tre ha più del 60% di possibilità di essere passibo di sostituzione.

Se anche le ricerche autorevoli arrivano a conclusioni scontate…

L’automazione interessa anche il mondo delle ferrovie, laddove secondo lo studio la mano d’opera verrebbe insidiata dall’affermazione dei treni automatizzati.

La ricerca offre anche una postilla finale che, uscendo dall’ambito automazione, abbraccia un po’ tutti i settori lavorativi. Ma qui il focus sembra più scontato se non banale: al riparo da rischi infatti troviamo le “tate-baby sitter” (!), i parrucchieri, i chirurghi,  e i vigili del fuoco. E ancora: piuttosto complesso pensare agli androidi dell’IA per professioni creative o per i customer service.

La conclusione, pure questa abbastanza scontata, suona un po’ come una beffa: secondo il più grande istituto bancario inglese, coloro che non avranno problemi saranno gli ingegneri specializzati in robotica. Deputati dunque a studiare e a configurare androidi e macchine che potrebbero invece creare non pochi grattacapi a livello di tutela lavorativa a loro simili umani!

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