iCub cresce e ora va a scuola!

Il piccolo robot che cresce e apprende come un bambino oggi va a "scuola" per affinare le sue capacità cognitive

E’ uno dei fiori all’occhiello della robotica italiana, e in queste ore i suoi creatori hanno fatto il punto della situazione in vista di un suo concreto utilizzo in ambito sociale: è iCub, il piccolo androide realizzato dall’‘Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). Un prototipo studiato per arrivare nel giro di pochi anni a rappresentare una compagnia attiva nella vita di coloro che, specie in ambito familiare, lo desiderino. Un baby-bot che cresce e apprende, come un bambino, grazie al “Deep Learning”, tecnica che associa l’IA alla robotica umanoide.

Dopo le fasi sperimentali, ora iCub è nelle mani degli ingegneri specializzati dell’istituto con sede a Genova. Si può dire che vada a scuola, dal momento che ai maestri-ingegneri spetta il compito di fornire al robottino le capacità basiche per riconoscere oggetti e persone, e a muoversi in modo conforme e efficace rispetto a quanto immagazzinato.

Alcuni dei suoi progressi sono presentati in questo brillante video distribuito dall’Iit

E’ la fase più importante del “Deep Learning”, quella che dovrà proiettare iCub in scenari dove confrontarsi con gli umani. «I robot apprendono in prevalenza attraverso la semplice osservazione e imitazione dei gesti degli umani», specifica Francesco Nori, responsabile dell’iCub Facility di Iit. “Ma in certi casi, è sufficiente programmarlo affinché sia in grado di replicare un movimento”.

“Deep Learning” per riconoscere le persone e oggetti dal design particolare

Pensiamo per esempio al riconoscimento di un oggetto specifico che è declinato in migliaia di versioni, come una sedia: a un robot vengono presentate numerose immagini di sedute, fino a quando l’IA che lo connota riesce ad elaborare un algoritmo che gli consente di identificare la specifica sedia tra le tantissime. Perfino con la distinzione tra sedute “banali” o opere di design!

La stessa funzione di “Deep Learning” si applica anche per il riconoscimento peculiare di una determinata persona tra tante

iCub ha le dimensioni di un bambino di 3-4 anni e occhi costituiti da due telecamere che gli consentono una visione stereoscopica; e ancora: orecchie caratterizzate da microfoni standard e uan bocca dotata di un sintetizzatore vocale. Il cervello è configurato in due parti: la prima è un’area interna che ospita 20 processori destinati al controlli dei suoi i movimenti, più altri 20 che raccolgono i dati sensoriali che arrivano dalla sua “pelle”, che copre la parte superiore del corpo e delle gambe, costituita da 5 mila sensori.

La seconda è esterna e ospita 30 potenti processori, connessi a internet, che elaborano le immagini riprese dalle telecamere. Queste vengono integrate con i dati ricevuti dalla parte interna del cervello andando a configurare i comportamenti di iCub.

 

 

 

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